mercoledì 20 maggio 2015

Wedding photographer: Marta Guenzi

Oggi respiriamo un po' di poesia qui sul blog grazie al nostro appuntamento mensile con i wedding photographer. Ospite di questo mese è Marta Guenzi, fotografa sensibile e appassionata, alla perenne ricerca della bellezza. 



Marta e Marta fotografa. Quanto lessere fotografa emerge nella quotidianità? E quanto il tuo carattere e la tua personalità influenzano il tuo stile?

Amo osservare le persone, cogliere le loro emozioni, ascoltare le loro storie ed immaginare di raccontarle. Non esistono perciò due Marta, essere fotografa è la cifra del mio essere. Fotografo con la mente anche quando vado a fare la spesa e vedo una bambina piccola che cerca di spingere un carrello grande, quando corro sul lungolago della mia città e vedo due anziani che si tengono per mano, quando mi emoziono perché vedo una bella luce, uno sguardo profondo o un dettaglio che desidero ricordare. Nelle mie fotografie c’è quasi tutto di me: l’amore per le persone, la gioia per la loro felicità, il romanticismo, la ricerca estetica. Cerco l’eleganza, la delicatezza, la bontà, il fascino e mi piace pensare che le mie immagini possano esprimere questi concetti, essere apprezzate da persone che condividano questa visione.



 La fotografia per te è… 

La fotografia per me non è tecnicismo, è puro sentimento, è quell’impulso che mi fa fare “click” anche quando non ho un pulsante sotto al dito. Una volta uno dei più grandi maestri di fotografia che abbia avuto, Corrado Crisciani, mi ha detto: “Vuoi riconoscere un fotografo in mezzo a tanta gente? E’ quella persona che in un campo, in una piazza o dentro un museo si sta contorcendo, abbassando, sollevando sulle punte con fare concentrato mentre mira con un occhio ed imprime con quell’altro”.
La fotografia per me è ricerca della bellezza, per renderla eterna. Memoria di un momento felice, per riviverlo a piacimento. Emozione, perché la vita per me è fatta di questo. E’ un attimo da ricordare, è cogliere un particolare che magari sarebbe passato inosservato o presto dimenticato. E’ la possibilità di ascoltare un racconto. Ho sempre amato ascoltare le storie delle persone e spesso la fotografia mi ha regalato il biglietto di accesso a storie davvero affascinanti, che nessuno mi avrebbe mai raccontato altrimenti. Mi piacerebbe seguire le persone nelle tappe della loro vita: fotografarle quando nascono, crescono raggiungendo piccoli o grandi traguardi, incontrano altre persone, se ne innamorano e si fidanzano, le sposano e poi creano nuove vite, nuovi legami e nuove famiglie. Questo per me sarebbe il percorso più bello ed il significato più profondo che potrebbe avere la fotografia, la storia di una vita.



 Matrimoni e fotografia. Cosa vuol dire fotografare il grande giorno di una coppia?

Raccontare un’emozione. Raccontarla prima di tutto a loro stessi, affinché guardando le proprie fotografie possano notare sguardi d’amore, di tenerezza e di complicità e portarli con sé ogni giorno, come fonte cui attingere durante il cammino che hanno deciso di intraprendere. Credo molto nella forza e nella felicità che possa dare una storia d’amore, quindi nelle mie immagini cerco di imprimere tutto ciò. Non chiedo mai di posare, cerco piuttosto di creare una situazione che possa mettere gli sposi a loro agio in modo che mi sia data la possibilità di cogliere la vera essenza della loro unione. Credo sia questo il senso più profondo della fotografia di matrimonio.



Matrimoni e viaggi. Ti sposti spesso per fotografare storie damore. Quanto un luogo può influire sul risultato di un servizio fotografico?

Un luogo influisce sul risultato di un servizio fotografico nella misura in cui riesce a suscitare in me emozioni nuove, che sono fonte di ispirazione, che è il presupposto alla base della mia creatività.  Trovo che alcuni posti abbiano sufficiente voce per parlare da soli: con i loro colori, le loro architetture, la loro natura, i loro cieli soleggiati oppure piovosi, lasciano un segno all’interno delle immagini influenzando la mia visione ed il risultato del servizio.
Ogni volta che programmo uno shooting in una destinazione che non conosco cerco di ritagliarmi del tempo per un sopralluogo, che mi è utile per entrare in connessione con la location che farà da sfondo alle mie immagini; questo è uno dei momenti che preferisco del mio lavoro. 
Per esempio, qualche settimana fa sono stata in Costa Azzurra per un servizio fotografico. Appena arrivata ho passato le prime ore camminando e respirando a pieni polmoni l’atmosfera di pace e primavera. Mi sono innamorata della vegetazione rigogliosa, dei panorami mozzafiato e delle scogliere che si tuffano nel mare cristallino, del viola delle buganvillee che colorano ogni angolo e di un paesino medievale di pietra chiara arroccato su uno sperone di roccia. Così ho scelto gli sfondi per le fotografie che avrei scattato in quei giorni: i vicoli che profumano di fiori di Eze Village, un sentiero costiero all’ombra di alberi nodosi e gli scogli di Saint-Jean-Cap-Ferrat, dove il mare ed il cielo sembra che si uniscano nel rosa del tramonto.

Una delle ragioni per cui ho scelto di essere una destination wedding photographer, cioè di spostarmi in tutto il mondo per fotografare storie d’amore, è che scoprendo nuove terre ed assaporando il fascino di ogni luogo scopro bellezze che non conoscevo prima e ricevo suggestioni che arricchiscono la mia immaginazione.



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