giovedì 13 febbraio 2014

Bridal style: Nadia Manzato Wedding Couture

Ci sono persone belle, solari, positive per cui non puoi fare a meno di provare simpatia. Nadia Manzato è proprio così, solare e spontanea, mi ha accolto nel suo Atelier in provincia di Varese e subito mi ha conquistato per la sua creatività, bravura ed entusiasmo. Così come le sue creazioni. O meglio le loro. Si perché insieme a Nadia, anima creativa del giovane brand Nadia Manzato Wedding Couture, lavora la mamma che con la sua esperienza trentennale nella realizzazione di abiti da sposa sartoriali, contribuisce a rendere ogni singolo abito della collezione, una piccola opera artigianale.


Sei nata e cresciuta circondata da pizzi, spilli e abiti da sposa, che cosa ti ha trasmesso e cosa hai appreso dalla grande esperienza di tua mamma?
Sicuramente il fatto di essere cresciuta tra gli abiti da sposa ha influito molto sul mio cammino professionale. Penso sia naturale essere influenzati dall'ambiente che ci circonda,  e per me ciò ha comportato la nascita di una naturale inclinazione verso l'arte e la moda nello specifico, e un'attenzione verso il bello e le attività manuali, che mi hanno sempre affascinata. Già da bambina adoravo avere le "Mani in pasta", disegnare, ricamare, cucire?e i miei studi sono venuti di conseguenza: ho infatti frequentato il politecnico di Milano, facoltà di design della moda, anche se devo dire che quello che poi si impara lavorando sul campo, non è equiparabile a degli studi universitari, seppur di alto livello. L'esperienza che infatti può avere chi lavora in questo settore da tanto tempo ha un valore inestimabile e io   ho avuto la fortuna di avere questa grande esperienza proprio a portata di mano grazie a mia madre!



Come nasce l'idea di Nadia Manzato Wedding Couture?
L'idea di far nascere il marchio è derivata certamente dalla mia passione per la moda e dal fatto che sono cresciuta tra abiti da sposa, come dicevo prima. Gli abiti che vedevo non mi rappresentavano, li trovavo troppo "seriosi" e austeri, e da qui l'idea di creare un marchio che si rivolgesse a ragazze spiritose e frizzanti e che avessero voglia di un abito "non convenzionale", mantenendo però sempre l'alta qualità dei tessuti (che acquistiamo esclusivamente in Italia) e delle lavorazioni.


Da dove trai l'ispirazione per le tue creazioni?
L'ispirazione deriva da più parti: può derivare da un'immagine (non necessariamente di moda), da un tessuto, da una forma, da un viaggio. A volte l'ispirazione arriva semplicemente parlando con le spose: il contatto con loro è fondamentale per capire quali sono i loro gusti, le loro esigenze, le tendenze generali.In generale, ci piace ispirarci al passato e alle sue mode, adoriamo le forme tipiche degli anni '50, le troviamo incredibilmente femminili ed eleganti!


Tre aggettivi che descrivano lo stile degli abiti Nadia Manzato
Direi Vivaci - Eleganti - Non convenzionali


Che cosa consigli ad una futura sposa alla ricerca dell'abito dei sogni?
A una futura sposa le direi di rispettare il più possibile la sua personalità: indossare un abito che non la rispecchi vorrebbe dire non sentirsi a suo agio nel giorno più importante.Le consiglierei anche di fidarsi del suo istinto e dei suoi gusti: a volte le spose vengono "sviate" dai troppo pareri dati da chi le accompagna e vuole consigliare. L'opinione delle persone che "contano" è certamente importantissima, ma la sposa non deve dimenticarsi che l'abito è suo e come tale deve rispecchiare i suoi gusti, e non quelli di parenti/amiche/altro.




In cosa e come sta cambiando secondo te il settore dei matrimoni in Italia? Che cosa manca ancora?
Il mondo del matrimonio in Italia sta cambiando molto, a mio parere. Le sposesono molto informate e arrivano in atelier che hanno già visitato molti siti e blog stranieri, hanno creato boards su Pinterest e ciò le rende aperte a proposte nuove e meno tradizionali rispetto al solito. E' chiaro che c'è una grande fetta di persone in Italia, tra fornitori e sposi, che è ancora ancorata al matrimonio tradizionale, ma noi vediamo che sia tra coloro che lavorano nel mondo del wedding, sia tra gli sposi, c'è un'apertura sempre maggiore verso uno stile nuovo e meno "ingessato". C'è ancora tanto da fare, ma a mio parere siamo sulla strada giusta!Quello che manca in Italia secondo me è una grande fiera (quindi non un semplice open day con pochi fornitori), che si rivolga a sposi che vogliono un matrimonio meno tradizionale del solito. Penso all'Inghilterra, dove ci sono una grande quantità di fiere di questo tipo, ecco, questo è quello che mi piacerebbe vedere in Italia.

Photos
Fotografo: Matteo Coltro per Matrimoni all'italiana
Villa: Villa Righini a Somma Lombardo (VA)
Truccatrice: Ilaria Villa
Modella: Martina Baesso


2 commenti:

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